Pessima madre

MAMMA A QUARANT’ANNI

Autrice: Martina Melis
Articolo

Aprile 12, 2022

Esiste un momento giusto per essere mamma?

Aldilà del momento in cui il corpo della donna sia effettivamente biologicamente più pronto a dare alla luce una nuova vita, l’età in cui è ritenuto “giusto” che una donna diventi madre varia molto in base alla cultura, alla società a cui apparteniamo e alle epoche.

Nella nostra realtà, è piuttosto frequente che una donna scelga di fare un figlio in età più avanzata rispetto a quello che era per esempio per i nostri genitori.

Non dovrebbe suscitare alcuna stranezza, ma è qualcosa su cui vale la pena riflettere insieme pensando a cosa possa portare una donna a questa scelta.

Sempre se di scelta si tratta.

Mamma a quarant’anni? Andiamo oltre l’apparenza

Vi porterò, come sempre, a ragionare in assenza di giudizio.

Vi farò indossare delle lenti che vi permettano di mettervi nei panni della vostra amica, collega, sorella, e di andare oltre l’apparenza.

Diventare mamma a quarant’anni è cosa ormai consueta, ma che nella sua normalità non sempre è compresa o condivisa.

Generalizzare è certamente difficile, ma andare oltre la superficie e aprire la mente ad altri stimoli, a nuovi punti di vista, trovo sia sempre arricchente.

Una donna sopra i quarant’anni che diventa mamma può avere un passato con una prima relazione che non ha funzionato.

Che meraviglia poi ritrovarsi con un nuovo amore e un nuovo desiderio di famiglia!

Dopo un primo progetto fallimentare, può quindi avere tutto l’entusiasmo di realizzare finalmente quel sogno.

Ti sei mai chiesta cosa c’è dietro a questa scelta?

Spesso capita che nell’incrociarsi con un nuovo partner ci siano storie di famiglie allargate, figli del compagno già presenti e un nuovo equilibrio da conquistare.

Certe dinamiche non sono sempre facili da gestire.

Ci sono situazioni in cui un bambino arriva dopo un’infinità di tentativi che non sono andati a buon fine.

Tentativi in seguito ai quali si è ricorsi talvolta ad aiuti esterni come la fecondazione assistita; anni di perdite, preghiere, speranze, lacrime, esami, trattamenti invasivi, dolore, sofferenza. 

Anni estenuanti.

A volte la vita non va come vorremmo, e questo è sicuramente il caso in cui per la mamma non è stata una scelta, ma una situazione in cui si è ritrovata.

Siamo difronte ad una donna che dopo anni di estenuante ricerca, ha realizzato il suo desiderio.

Riflettiamo quindi su quanto investimento, soprattutto emotivo, ci possa essere su questo bambino.

Riflettiamo su quanto egli sia stato desiderato: questa mamma ha combattuto proprio tanto per averlo.

Essere mamma a quarant’anni: egoismo o maturità?

Ci sono poi donne che si vogliono realizzare lavorativamente.

Studiano per anni, si specializzano, hanno una carriera avviata, e per questo motivo inevitabilmente posticipano il loro voler esser mamme.

Molte arrivano alla scelta di voler avere un bambino dopo aver vissuto una vita piena di viaggi incredibili, di esperienze, dove hanno coltivato passioni, relazioni, e dopo essersi dedicate a sport e interessi variegati. 

Ci sono donne che si sono sentite appagate, realizzate, e ad un certo punto hanno sentito dentro di loro il desiderio di fermarsi e fare posto a una nuova vita a cui dedicarsi con un bagaglio di ricchezza e pienezza ineguagliabile.

Soprattutto in questo caso potrebbe sembrare una scelta egoistica, perché tendenzialmente è come se la donna prima si concedesse il lusso di stare bene lei, di “essere apposto” prima di avventurarsi nell’esser mamma, e poi viene spesso naturale pensare che quel bambino probabilmente sarà un figlio unico.

Attenzione, non lo sto dicendo con giudizio.

Sto mettendo nero su bianco ciò che mi viene riportato e che riconosco essere un pensiero molto diffuso e comune.

Pensiamo però anche a quanto allo stesso tempo non ci sia il rimpianto di “non aver fatto”, di aver dovuto rinunciare a qualcosa, a quanta consapevolezza e maturità ci possa essere nel crescere questo bambino, a quanto si possa condividere con lui, a quanti stimoli ed esperienze interessanti si possa avere la fortuna di fargli assaporare.

Perché sottoporre a giudizio la scelta di una donna di diventare mamma a quarant’anni?

Fa sorridere, sarcasticamente, che in circostanze come questa la decisione di una donna possa essere giudicabile, possa esser vista con diffidenza, mentre se a fare lo stesso è un uomo che diventa padre a quaranta, cinquant’anni, questo non susciti la minima perplessità!

Questo fa parte di una mentalità purtroppo un pò radicata, che per essere combattuta necessita appunto di uno sguardo aperto, a 360 gradi, dove si possa prendere in considerazione tutto, senza puntare il dito, ma osservando con empatia e comprensione.

Le mamme che hanno un figlio oltre i quarant’anni vengono spesso additate di avere un atteggiamento più apprensivo nei confronti del loro figlio, più esageratamente protettivo. 

A volte si ritiene tendano a viziare troppo il loro bambino, a quasi annullarsi per lui essendo stato così tanto cercato, desiderato ed essendo probabilmente l’unico. 

Si devono confrontare con terminologie poco delicate affibbiate loro proprio da dei professionisti come “primipara attempata”, che le fa sentire inevitabilmente diverse, sbagliate, in ritardo. 

Ma in ritardo rispetto a cosa? Attempata rispetto a che range? O al range relativo a che epoca?

Sono mamme che possono sentirsi differenti rispetto al gruppo di mamme ventenni che accompagnano i bambini all’asilo, che possono aver bisogno di un pò più di tempo per essere accettate nel gruppo.

Che avvertono un pò il gap generazionale che c’è tra loro e le madri di molti anni di meno.

Come dicevo all’inizio generalizzare è faticoso, comprendo come potrebbe generare del fastidio, se non attrito, leggere alcune riflessioni che ho volutamente e provocatoriamente inserito su una “condizione”, se così vogliamo chiamarla, che dovrebbe appunto essere normalità o comunque non portarci al giudizio.

Riscoprire la bellezza della fragilità nel desiderio di maternità: essere donne è anche questo

Sono molte le mamme che ho avuto modo di seguire in terapia che hanno avuto bisogno di trovare ancor con più fatica il loro modo giusto di essere mamma, di accettarsi e farsi accettare dagli altri. 

Mamme che hanno avuto necessità di esprimere e sfogare tutta la fatica fatta per avere qual bambino desiderato per anni e anni. 

Di lasciar andare tutta l’invidia, il senso di colpa, il rammarico, il dolore, la sofferenza di lunghi mesi passati. 

Mamme che dopo una vita di successi lavorativi e personali in cui si sono sentite forti, invincibili, si sono ritrovate ad essere fragili, in difficoltà, indifese nel loro ruolo di mamma e che hanno avuto bisogno di essere accompagnate in un percorso in legittimazione e accettazione della loro nuova vita, con tutti i sacrifici che comportava.

Non è sempre tutto così semplice e immediato, non dimentichiamoci mai che c’è un mondo dietro la vita di ogni persona, un mondo che non conosciamo, di cui vediamo solo una piccola facciata superficiale.

Se anche tu hai bisogno di ritrovarti come mamma, di sentirti bene nel tuo nuovo ruolo, di fare spazio nella tua vita emotiva e pratica all’arrivo del tuo bambino, qualsiasi sia la tua età o la tua situazione, non esitare a contattarmi.

Ho messo a disposizione per te davvero tanti percorsi, e ti suggerisco di andarli a scoprire nella mia pagina professionale! Sarò felice di conoscerti per indirizzarti al meglio anche con una prima consulenza gratuita.

Ti aspetto per accoglierti per ogni volta che ti sentirai una mamma fuori posto, pronta a contenere il tuo sentire senza nessun giudizio.

Da mamma a mamma, perché sono una mamma anche io!

Da donna a donna, nei panni della tua terapeuta.

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